un'avvocatessa calabrese che lavora a Roma, pronti a spiegare al pm Roberto Felici che Riccardo Patrignani, il 34enne medico specializzando che ha perso la vita un mese fa al Muro Torto in un incidente stradale, non ha affatto tamponato un furgone della Hertz, come così ricostruito dalla polizia municipale, ma, al contrario, è stato disarcionato dal mezzo all'altezza di via del Galoppatoio mentre era in sella a uno scooter Kymco. La versione dei due testimoni, usciti allo scoperto dopo l'appello lanciato nei giorni scorsi dal giornalista Carlo Patrignani, il papà della vittima, è stata inserita in una memoria che l'avvocato Giuseppe Ioppolo ha messo a disposizione del magistrato, titolare del procedimento per omicidio colposo a carico del conducente del furgone.
L'auspicio della famiglia Patrignani è che il pm possa convocare al più presto i due testimoni e acquisire ogni elemento utile per definire l'esatta dinamica dei fatti. Ma il padre dello scooterista spera anche che il magistrato riesca a identificare la persona (si parla di un uomo distinto a bordo di una Fiat 500 passata subito dopo il terribile impatto tra i due veicoli) che ha provveduto con il suo telefonino ad avvertire il 118 e a richiedere soccorsi urgenti. Riccardo, trasportato subito all'Umberto I per essere sottoposto a intervento chirurgico, è poi deceduto per un'emorragia al polmone destro. Secondo il medico legale, il lato destro del suo corpo sarebbe stato investito da un unico corpo contundente, compatibile con il furgone che immettendosi sul Muro Torto ha di fatto tagliato la strada allo scooterista, che pure procedeva a velocità contenuta sulla corsia di sinistra. (AGI)
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Morto in incidente stradale: famiglia trova chiave
Ci sono due testimoni oculari, in particolare
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