tra i 346sbarcati ieri a Messina sono stati brutalmente torturati prima dell’imbarco per l’Italia. Sulla nave “Dattilo” della Guardia Costiera, arrivata nel pomeriggio al porto della città dello stretto, i presunti profughi sbarcati al Molo Marconi, erano prevalentemente del Mali, Gambia, Nigeria e Guinea. Tra di loro anche un bimbo di 6-7 mesi, rimasto sempre tra le braccia della mamma. Secondo quanto emerso da un primo screening alcuni migranti provenienti dall’Africa centrale sarebbero affetti da scabbia e varicella. Adesso, ricostruendo le loro storie la Squadra Mobile cerca gli scafisti. I 346 migranti sono stati soccorsi nel Canale di Sicilia, in tre distinte operazioni. Poi caricati sulla “Dattilo”, fino al porto peloritano.
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Ferite da arma da fuoco e da taglio. Quattro migranti
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