Lo si legge in una nota della Cicas (Confederazione Commercianti e artigiani). ''Per i commercianti e le Pmi, la riduzione della pressione fiscale nei prossimi tre anni, dal 44,3 al 43,3%, non allevia di certo la fame di riforme necessarie a compiere il salto necessario ad agganciare la ripresa e la crescita. I tagli al fondo per le Pmi - sostiene la Cicas - e l'insufficiente rifinanziamento degli incentivi alle imprese non daranno al sistema produttivo la forza necessaria per effettuare i decisivi investimenti a favore dell'innovazione, la ricerca e la nuova occupazione''.
''La legge, in sintesi, manca di coraggio: la riduzione del cuneo fiscale (3,8 ML per le imprese e 5 ML per i lavoratori spalmati in tre anni) e' stata disattesa, si tradurra' in aumento in busta paga dai 10 ai 20Euro che di certo non vivacizzera' i consumi; prossimo allo zero il fondo per ricerca e innovazione; nessun decisivo taglio alla spesa pubblica improduttiva; inespresso lo snellimento burocratico delle procedure; disattesa la promessa, fatta prima dell'estate, di permettere l'intera deducibilita' dell'IMU sui capannoni come per l'IRAP e l'IRES. Insomma, nei numeri, una legge davvero pavida.
La nostra paura (quasi fondata certezza) e' che si stia solo spargendo una cortina fumogena per nascondere e rimandare i problemi. Una cortina che, a dispetto delle ottimistiche dichiarazioni del governo, occulta un sicuro aumento della tassazione. Una cortina che vuole nascondere l'inadeguatezza delle misure e della loro incapacita' di stimolo alla crescita.
Un'amara riflessione ci porta a dire che, al solito, l'imprenditore (soprattutto quello medio-piccolo) sara' lasciato solo a se stesso. Al solito l'imprenditore dovra' fare ricorso alla sua tenacia, alla sua saggezza,alla sua voglia di creare, alla sua responsabilita' riguardo al ruolo sociale dell'impresa, alla sua necessita' di sopravvivenza, per andare avanti, nella speranza ormai flebile di portare l'intero sistema impresa al di la' del guado''.



