megalotto Roseto Capo Spulico – Sibari.
Come si sa l’importante opera pubblica è al centro di polemiche e prese di posizione da parte di Sindaci, associazioni ambientaliste e proprietari di terreni che contestano una difformità del progetto definitivo rispetto a quello preliminare ed anche per possibili ripercussioni negative sull’equilibrio ambientale della fascia costiera interessata.
La CISL, da sempre attenta alle problematiche ambientali e alla sostenibilità dei progetti nel rispetto del territorio e delle popolazioni interessate, considera un fatto positivo che Sindaci, associazioni e cittadini siano attenti al rispetto e alla tutela dei propri territori, a maggior ragione se riferito ad un territorio, come in questo caso, di grandi potenzialità.
In questo senso, pur rispettando motivazioni e preoccupazioni espresse da quanti hanno finora criticato la decisione di modificare l’iniziale progetto, esortiamo tutte le parti in causa ad un atteggiamento costruttivo e sereno allo scopo di non compromettere l’avvio di interventi su un’opera strategica, il cui mancato ammodernamento ha inciso negativamente sulle possibilità di sviluppo di quel territorio e della stessa Calabria.
Vale la pena ricordare a questo punto le tante manifestazioni di protesta, spesso sostenute e guidate dallo stesso sindacato, per denunciare gli scarsi standard di sicurezza della S.S. Jonica, causa molto spesso purtroppo di decine e decine di incidenti mortali.
La CISL calabrese ritiene però pericoloso e non producente qualsiasi atteggiamento finalizzato a produrre ritardi o, peggio ancora, la messa in discussione di un’opera da tutti ritenuta indispensabile.
Le chiusure manichee non portano da nessuna parte. Occorre invece ragionare serenamente per raggiungere l’obiettivo di tutti: la realizzazione di un’arteria utile e indispensabile allo sviluppo dell’Alto Ionio e della stessa Regione. Dopo l’appalto, il fermo dei lavori provocherebbe una ferita dolorosa all’economia della zona, una delusione cocente in tanti lavoratori che finalmente intravedono la possibilità di un salario decente per dare sollievo alle loro famiglie, dopo mesi e mesi di mortificante disoccupazione.
Pertanto, il ritardo o la stessa messa in discussione della nuova opera non è certamente eventualità auspicabile anche da chi è contrario al ridimensionamento dell’originale progetto di massima. Come CISL riteniamo sia arrivato il momento di smussare asprezze polemiche per assumere atteggiamenti costruttivi, ricercare accordi e impegnarsi tutti per far partire i lavori.
Lo stato di crisi della nostra economia non giustifica l’attardarsi su posizioni intransigenti, ma esige una presa di coscienza di tutti nell’intento di aprire finalmente una nuova stagione di opportunità di lavoro e di sviluppo, soprattutto in un momento come l’attuale in cui si potrebbero aprire importanti prospettive per l’intera Regione con l’avvio della Programmazione Comunitaria 2014-2020 che vede la fascia Ionica interessata ad importanti investimenti.
Per questi motivi non è il momento delle chiusure intransigenti ma di scelte all’insegna della massima coesione e responsabilità.



