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Crotone, nuovo look e nuovi reparti per l’ospedale

Crotone, nuovo look e nuovi reparti per l’ospedale

Non solo lavori edilizi, ma anche innovazione tecnologica e digitale.

L’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone, con il supporto della Regione Calabria e di Azienda Zero, conferma l’impegno per un ospedale San Giovanni di Dio più funzionale e per un sistema sanitario vicino ai cittadini, con interventi che verranno completati entro l’autunno e che pongono le basi di una sanità più equa, inclusiva e al passo coi tempi.

Tre sono gli interventi strutturali in fase di completamento. La nuova Unità di Emodinamica, situata al piano terra accanto a Cardiologia e con una superficie di circa 300 metri quadrati, consentirà finalmente ai cittadini di ricevere cure specialistiche senza spostarsi fuori provincia, con un significativo miglioramento della qualità e della tempestività dell’assistenza. I lavori hanno un valore di poco più di 293 mila euro.

L’area poliambulatoriale, che sorgerà negli spazi antistanti l’ex pronto soccorso, sarà destinata a rafforzare i servizi ambulatoriali, offrendo nuove opportunità di accesso e presa in carico, per un investimento pari a 700 mila euro.

La Terapia Intensiva, al primo piano accanto all’attuale reparto, sarà ampliata con la ristrutturazione dei locali adiacenti, così da incrementare la capacità ricettiva e garantire un’assistenza più sicura ai pazienti critici. L’intervento ha un valore di circa 914 mila euro. Già operativa, invece, è la Terapia Subintensiva, inaugurata lo scorso anno, che ha rappresentato un primo passo nel potenziamento dell’area critica.


> L’ospedale San Giovanni di Dio di Crotone
I progetti di digitalizzazione
Parallelamente, l’Asp pitagoric sta portando avanti importanti progetti di digitalizzazione e rafforzamento delle infrastrutture tecnologiche, finanziati attraverso fondi PNRR e altre risorse nazionali ed europee.

Tra gli interventi più rilevanti figurano l’adozione della cartella clinica elettronica di reparto, l’evoluzione del sistema LIS, l’introduzione di nuove piattaforme RIS/PACS, insieme a soluzioni per l’Anatomia Patologica e l’Order Manager.

Tali sistemi, integrati tra loro e collegati al clinical data repository regionale e al Fascicolo Sanitario Elettronico 2.0, hanno un valore complessivo di 1,8 milioni di euro.

L’attenzione alla Ciber Security
È inoltre in corso l’attivazione di sistemi avanzati di cyber security (con un investimento di 800 mila euro), l’introduzione del sistema AppIO (35 mila euro) e l’adozione dello SPID (15 mila euro).

Grande rilievo assume anche la migrazione di nove servizi aziendali sul Polo Strategico Nazionale (Cloud Pubblico), con un investimento di 850 mila euro in dieci anni, già in fase avanzata.

Un ulteriore intervento riguarda la realizzazione di una nuova rete di trasmissione dati a banda ultralarga, nell’ambito del bando Infratel “Piano Sanità Connessa”, che doterà tutte le sedi Asp di connettività in fibra ottica con almeno 1 Gbps di accesso.

Il Fasciolo Sanitario Elettronico
Sul fronte dell’FSE 2.0, sono state avviate attività per alimentare il Fascicolo Sanitario Elettronico con referti di Radiodiagnostica e lettere di dimissione ospedaliere.

Inoltre, l’ASP è stata abilitata come centro di registrazione locale per il rilascio delle firme digitali al personale medico: ad oggi sei unità sono già operative.

Questi interventi, materiali e immateriali, hanno un obiettivo comune: rendere i servizi sanitari più accessibili, innovativi ed efficaci, in risposta ai bisogni della cittadinanza.


> Monica Calamai
Calamai: “verso assistenza di qualità”
“Il percorso di trasformazione che stiamo portando avanti – ha dichiarato il Commissario Straordinario dell’ASP di Crotone, Monica Calamai – testimonia l’impegno dell’Azienda nel coniugare interventi strutturali e innovazione digitale, con l’obiettivo di offrire un’assistenza sanitaria di qualità, vicina ai cittadini e capace di guardare al futuro. Stiamo lavorando per rispondere alle nuove sfide con professionalità ed efficienza. Tutto questo è possibile grazie alle risorse pubbliche e comunitarie che stiamo traducendo in opere concrete, restituite alla comunità sotto forma di servizi sanitari più moderni, inclusivi e affidabili.”

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