1140x150-completo-di-qrcode

antincendio-calabriaverde-2023

(Tempo di lettura: 2 - 3 minuti)

Coldiretti: “Dissesto idrogeologico e rischio frane e alluvioni una priorità"

Di seguito nota della Coldiretti: “Il  dissesto idrogeologico e il rischio connesso di frane e alluvioni deve diventare una priorità,

la prima vera grande opera pubblica da mettere in campo, in quanto va considerata come un vero e proprio investimento”. Il Presidente della Coldiretti Calabria Pietro Molinaro, sui recenti eventi alluvionali ha scritto una lettera al Governatore Giuseppe Scopelliti, ai presidenti dell’Unione delle Province e dei Comuni rispettivamente Wanda Ferro e Peppino Vallone,  al Prefetto della città capoluogo Raffaele Cannizzaro e all’autorità di Bacino. Nella lettera si legge: la gestione dell’emergenza e i problemi di dissesto idrogeologico, sono sotto gli occhi di tutti, quindi, proprio adesso, è facile capire quanto sia necessario avviare, interventi di messa in sicurezza, che riguardano i cittadini. Non è azzardato dire- continua - che per la nostra Regione, questa volta per la “fascia jonica”, si è trattato di quasi uno “tsunami”. Per  estensione e il numero dei paesi coinvolti, nonché per l’attenzione dedicata da parte di tutte le forze in campo  hanno reso il nubifragio un evento speciale, che ci pone interrogativi e soluzioni. Una delle cause degli allagamenti, anche le coltivazioni agricole, per alcune produzioni  in piena attività di raccolta, è da ricercasi nella inefficace e carente manutenzione dei fiumi e torrenti, che come è noto, ricadono nelle competenze delle Amministrazioni Provinciali. Abbiamo constatato, che pur avendo i Consorzi di Bonifica, proceduto ad una pulitura (cosa che avviene in modo continuo)  del reticolo dei fossi e canali di scolo di competenza, nel momento in cui i fiumi riversavano le acque nel mare, venivano  ricacciate all’interno,  da qui esondazioni e relativi allagamenti,  anche perché, alle foci dei fiumi non erano stati effettuati gli interventi di regolazione idraulica. Spesso la pulitura e la sistemazione degli argini, si compie solo per brevi tratti e ancor di più, non  avviene secondo le norme tecniche utili, cioè partendo dalla foce e andando a ritroso. Emblematico è il caso del fiume Crati, il quale, nonostante quanto successo con l’allagamento degli scavi di Sibari non è stato attenzionato, ed oggi è la prima causa degli allagamenti degli agrumeti della piana di Sibari. Gli eventi di questi giorni, che hanno tenuto tutti con il fiato sospeso, hanno influito su aspetti economici e sociali della vita quotidiana, pertanto dobbiamo  trarre un insegnamento per il futuro per non mandare a gambe all’aria territorio, agricoltura e turismo. E’ inaccettabile – si legge nella lettera - che non ci sia un continuo coordinamento, reale e fattivo, tra Amministrazioni Provinciali, Comuni, Autorità di Bacino, Consorzi di Bonifica  e Protezione Civile o che avvenga solo in fase emergenziale.  Bisogna dare continuità e stabilità a questa impostazione che definiamo di una modernità sconvolgente, perchè risponde al principio costituzionale di sussidiarietà,  al fine anche di realizzare un vero progetto-regionale che utilizzi le risorse  già disponibili. Per quanto riguarda l’agricoltura, che ha subito notevoli danni, è necessario, procedere in tempi veloci alla loro stima, per dare sollievo alle aziende che hanno subito danneggiamenti delle strutture e perdita della produzione. Al fine di mitigare poi, l’impatto economico sulle imprese agricole, proponiamo l’ attivazione del bando sulla misura 126 (calamità naturali) del PSR in corso 2007-2013, impegnando le  risorse, per effetto trascinamento, anche sulla nuova programmazione 2014-2020. Ora ci aspettiamo senza attendere molto - conclude Molinaro - che si proceda ad un tempestivo incontro tra tutte le forze in campo.

Vota questo articolo
(0 Voti)

 La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo