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Arpacal, estendere studio impatti ambiente ad aree urbane

CATANZARO - ''Estendere lo studio e la valutazione degli impatti sull'ambiente nelle aree urbane al di la' dei confini

istituzionali delle principali citta' italiane, tra cui risultano Catanzaro e Reggio Calabria, focalizzando l'attenzione anche su aree urbane omogenee come, in Calabria, l'area Catanzaro - Lamezia oppure l'area Cosenza - Rende - Castrolibero. Scopriremmo che vi sono altre aree territoriali italiane in grado di fornirci ulteriori dati ed indicatori per analizzare meglio le diverse questioni che interessano l'ambiente nelle aree urbane''.
E' questo uno dei tratti salienti della relazione di Sabrina Santagati, direttore generale dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria (Arpacal), ha tenuto questa mattina intervenendo nel corso della presentazione del IX Rapporto sulla Qualita' dell'Ambiente Urbano, che si e' svolta a Roma alla presenza del ministro dell'Ambiente, Andrea Orlando, e dei direttori generali di tutte le Arpa italiane nonche' dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale).
''La necessita' di evolvere lo studio anche su altre aree urbane - ha dichiarato Santagati - e' auspicabile per diversi motivi: primo fra tutti perche' a fruire del ''sistema citta''' vi e' una popolazione che va ben oltre i dati dei residenti, cosi' come censiti dall'ISTAT; penso ai Comuni che quotidianamente devono affrontare e risolvere problematiche derivanti da un'area urbana circostante, esterna ai confini comunali, che ''spinge'' sulle citta' incidendo su tutte le matrici ambientali che questo Rapporto analizza''.(ASCA)

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